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 Massacro o analisi?

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Rós

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MessaggioTitolo: Massacro o analisi?    Gio Lug 29, 2010 8:09 pm

Non voglio vedere presente nei post l'idea che alcuni di noi abbiano il gusto imbecille di stroncare le voci o il canto altrui solo per il gusto di farlo, allora è venuto il momento, almeno per quel che mi riguarda, di dare due coordinate in più su questa board dedicata al canto e alla voce; anzitutto è bene stabilire un punto fermo: i gusti di ciascuno non sono in discussione , sarebbe una follia, sono i gusti di ciascuno di noi, il piacere non è una cosa razionale ma sacrosanta. Io passo per essere un maniaco fino alla pignoleria del buon canto, ma poi compro i cd di Rod Stewart o Peter Gabriel Rolling Eyes e mi piacciono da morire!

I giudizi secchi nascono dall'indirizzo volutamente tecnico della board

Citazione :
Discussioni relative al canto, ai diversi usi e tecniche della voce, patologie ed approfondimenti stilistici!

e allora le griglie si fanno più definite: al di là dello stile, del repertorio o dell'età di un cantante, ci sono dei semplici principi, derivati dalle caratteristiche fisiche e naturali dell'apparato fonatorio che possono determinare e quantificare per noi la perizia di un cantante.

Piccola premessa: il microfono non esiste in natura, serve a dare volume alla voce ed eventualmente a facilitarne la successiva modifica con mezzi elettronico-digitali, ma in teoria un buon cantante dovrebbe essere in grado di fare le stesse cose anche senza microfono, come un chitarrista usa le stesse diteggiature per una chitarra elettrica o una chitarra folk.!

Il buon uso della voce secondo natura prevede alcuni piccoli e semplici principi:
-respirazione
-emissione
-passaggi di registro
-intonazione
-senso del ritmo
-fraseggio
-chiarezza di dizione
-gestione delle dinamiche.

Tutto qui. Questi semplici elementi ci permettono di dire con precisione scientifica se un cantante canti bene o no, se sappia cantare o no e non sono soggettivi o sottoposti al gusto degli ascoltatori, ma palesi, oggettivi e misurabili; neppure sono solo patrimonio di noi cantanti,

-ma anche dei buoni attori ( ascoltate Al Pacino o Harrison Ford in originale per esempio o Luigi Lo Cascio per restare in Italia, o Salvo Randone o Gino Cervi per chi ha qualche anno in più)

-o dei pastori sardi che rimarrebbero sgolati se per tenere unito il gregge non usassero i risuonatori di testa e torace

- idem per i venditori ambulanti nei mercati siciliani e campani

- avete mai sentito cantare i versetti del vangelo a qualche pope cristiano ortodosso? (guardate Mediterraneo, il film di Salvatores) O il muezzin musulmano che chiama i fedeli alla preghiera o l'imam che recita il corano? O ancora un sacerdote ebreo che legge la torah?

- I cori religiosi femminili bulgari

- I richiami dei contadini del sud Italia

Queste e altre catregorie di persone usano in maniera cosciente, come il buon cantante dovrebbe, tutto ciò che la natura ci ha messo a disposizione dall'inizio dei tempi per emettere il maggior volume vocale possibile col minimo sforzo e rimanere sani.
Avete mai visto un cane ululare? E' come se pronunciasse una U e porta le labbra in avanti: sta passando sul registro di testa, come facciamo ( o dovremmo fare ) noi per emettere correttamente e senza sforzo una nota acuta.

La tecnica vocale non serve a far sfoggio di sè di fronte agli altri, cacciare acuti e fischi glottici o inanellare variazioni e fioriture di mille note, ma a usare quel che la natura ci ha dato in maniera cosciente e per il periodo più lungo possibile, riducendo al minimo la fatica e incrementando la resistenza nell'esecuzione, senza andare incontro a patologie e/o sforzi di gola.

Per cui possiamo tranquillamente dire, al di là del nostro gusto, che se un cantante, non respira, non passa, canta basso di posizione o ingolato, non sa passare da un piano a un forte e viceversa, ha problemi di intonazione o non sa stare a tempo, non sa cantare. Poi potrà anche piacere o non piacere o vendere come il pane i suoi dischi, fare tendenza o stare 24 ore al giorno in televisione, ma rimane il fatto che non sa cantare.

E per contro uno che respira bene, gestisce il suo fiato con sicurezza, ci appoggia sopra la voce, lega, canta su posizione alta e avanti, non ingola mai, nè cade indietro, non rimane afono dopo una cantatina, canta regolarmente in qualunque condizione, ha reso il suo timbro omogeneo su tutta la gamma, pronuncia bene, fraseggia in maniera originale e gradevole, ha buona intonazione costante su tutta la durata della nota e fa tutte queste cose nel tempo della frase musicale, di questa persona diremo che sa cantare, potrà piacere o non piacere non importa ma sa cantare.
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